Dalla
fine del 2004, BRUNO VENTURI S.p.A., importatrice in Italia
degli acciai alto resistenziali Weldox ed antiusura Hardox,
prodotti dall’acciaieria svedese SSAB, ha installato
il sistema da taglio laser Explorer prodotto dalla Promotec
per il taglio di precisione da formati di grandi dimensioni.
Grazie al sistema laser, l’azienda è in grado
di dare ai clienti una nuova tipologia di taglio, che si aggiunge
ai preesistenti ossitaglio e taglio plasma. L’azienda
fornisce ai clienti i particolari già lavorati (tagliati,
piegati e smussati), pronti per un loro impiego diretto nei
processi di costruzione del prodotto finale.
Da
molto tempo, esiste la convinzione secondo cui la remuneratività
di un impianto di taglio laser per lamiera piana sia fondamentalmente
legata alla possibilità che questa lavorazione ha di
soddisfare le esigenze dei clienti. Per questo motivo, si
ritiene che un centro di subfornitura laser abbia maggiori
possibilità di operare in condizioni di mercato quando
è in grado di fornire ai propri clienti un prodotto
completo, piuttosto che un semplice pezzo di lamiera tagliata.
Indubbiamente, si tratta di un’affermazione che in generale
trova dei fondamenti, indipendentemente dalla natura del centro.
Non avevo però mai affrontato la situazione specifica
di un’azienda importatrice di lamiere di acciai speciali.
In questo articolo, desidero quindi presentare l’esperienza
condotta presso la società BRUNO VENTURI S.p.A., importatrice
in Italia degli acciai alto resistenziali Weldox ed antiusura
Hardox prodotti dall’acciaieria svedese SSAB. Come vedremo,
anche in questo caso, il successo dell’azienda è
legato alla possibilità di dare ai propri clienti particolari
lavorati in lamiera (tagliata, piegata e smussata), piuttosto
che semplici lastre piane.
>Nell’azienda
incontriamo direttamente il titolare e presidente, signor
Bruno Venturi, che chiama vicino a sé la figlia Federica,
amministratore della società. “Da ormai trent’anni,
questa società opera come trasformatrice di lamiere
in acciaio alto resistenziale ed antiusura prodotte dall’acciaieria
svedese SSAB” spiega il signor Venturi. “Per comprendere
interamente la realtà della società che ho fondato
nel lontano 1955, è importante sottolineare due aspetti
fondamentali: la natura dei materiali che importiamo ed il
fatto che non siamo rivenditori di lamiere grezze, ma dei
veri e propri trasformatori delle lamiere che vendiamo. “Per
illustrarle meglio il primo aspetto, invece di fare tante
considerazioni generali, si può fare un esempio banale,
ma concreto: se all’epoca della costruzione della Tour
Eiffel fossero già stati disponibili gli acciai altoresistenziali,
a parità di peso, la torre sarebbe potuta essere tre
volte più grande o, a parità di altezza, tre
volte più leggera. Ciò è dovuto al fatto
che questa tipologia di acciai presenta, a parità di
spessore, una maggiore resistenza (quasi un fattore tre) rispetto
ai più tradizionali acciai
al carbonio”. Dal depliant dell’acciaio Weldox
riportiamo, infatti: “Le bramme uscenti dalla colata
continua sono riscaldate uniformemente alla temperatura di
1.200 °C perchè sia possibile la laminazione mediante
il treno quarto reversibile. Le lamiere subiscono poi un raffreddamento
in aria, un trattamento di tempra e una bonifica finale con
un raffreddamento da 900 °C alla temperatura ambiente
mediante acqua atomizzata. In questo modo, la lamiera Weldox
a basso tenore di carbonio equivalente acquisisce un’uniforme
ed elevata resistenza allo snervamento (oltre 1.100 N/mm2),
una buona resilienza e un’eccellente lavorabilità,
anche alla macchina utensile”.
“Questo acciaio sta sempre più assumendo le caratteristiche
indispensabili per ogni impiego strutturale in cui sia necessario
avere una elevata resistenza, accoppiata a una leggerezza
della struttura stessa. Pensiamo per esempio alle macchine
di trasporto, movimento terra o per sollevamento, è
evidente che tanto minore è il peso della macchina
stessa, tanto maggiore risulterà quello del materiale
trasportato o movimentato” spiega ancora il signor Venturi.
Le
lamiere antiusura Hardox soddisfano invece le richieste più
severe in tema di resistenza all’usura/abrasione, potendo
combinare robustezza ed elevata durezza, altissimo snervamento
ed eccellente tenacità; caratteristiche che rendono
il prodotto largamente confacente a una molteplice varietà
applicative. Sebbene le lamiere Hardox siano 3-4 volte più
dure delle comuni lamiere strutturali ad alto snervamento,
le loro eccellenti caratteristiche di saldabilità e
lavorabilità alla macchina utensile le rendono facilmente
utilizzabili in numerose applicazioni.
“Questa tipologia di lamiere - spiega il signor Venturi
- è nota da oltre 50 anni ed è stata inizialmente
prodotta da acciaierie americane sotto il nome T1. È
stata prodotta anche dagli stabilimenti genovesi dell’
ILVA poi smantellati per scarsa preveggenza; ora però
dipendiamo dalle forniture svedesi, che possono operare in
regime di quasi monopolio. Qui entra in gioco la società
BRUNO VENTURI, che ha due importanti caratteristiche: un ampio
magazzino e le attrezzature necessarie per trasformare le
lamiere in particolari già lavorati (tagliati, piegati
e smussati), pronti per un loro impiego diretto nei processi
di costruzione del prodotto finale. “Grazie al nostro
magazzino che viene rifornito mensilmente in tutte le qualità
e spessori - spiega il signor Venturi - siamo in grado di
soddisfare immediatamente ogni richiesta dei nostri clienti,
evitando loro i lunghi tempi di attesa di approntamento da
parte dell’Acciaieria; inoltre, tengo a sottolineare
che non vendiamo le stoffe ai sarti, ma a questi proponiamo
pezzi già tagliati su misura che richiedono semplicemente
della loro cucitura. Con un’altra esemplificazione possiamo
dirci fornitori degli elementi di un moderno Meccano industriale
(il nostro motto è: “Trasformiamo le vostre idee”),
i cui pezzi devono poi essere composti dal produttore per
conseguire il prodotto finale. Queste sono le due caratteristiche
principali che ci hanno permesso una crescita continua fino
alle dimensioni attuali che vedono impiegate oltre 45 persone”.
"Un
gran passo rispetto a cinquanta anni or sono
quando l’azienda è stata fondata
occupandosi del commercio di rottami in ferro
e materiali siderurgici riutilizzabili”
dice la dottoressa Federica cui chiediamo i
principali settori di impiego di queste lamiere.
“Le maggiori applicazioni si hanno nel
campo delle macchine per movimento terra (escavatori,
frantumatori, benne) e per il sollevamento (gru,
autogru, bracci telescopici), unità per
l’agricoltura (vomeri, versoi, telai,
aratri), veicoli industriali (assali, telai,
scarrabili, ribaltabili, cassoni), pinze per
frantumazione, presse per schiacciamento ...
Insomma, una tipologia piuttosto vasta”.
Faccio osservare che in un vecchio depliant
ricavato da una visita a una edizione della
fiera Samoter era anche descritta la possibilità
che l’azienda aveva nell’operare
nei settori dei tubi e dei tondi in generale.
La signora Federica risponde prontamente: “Questa
era una possibilità operativa che avevamo
sino al 1995. In quell’anno, abbiamo deciso
di chiudere ogni altra attività per poterci
concentrare nel settore della trasformazione
della lamiera. Stavamo da tempo pensando di
investire le nostre risorse in un altro tipo
di taglio termico tecnologicamente più
avanzato: il taglio plasma. Per raggiungere
il nostro obiettivo avevamo bisogno dello spazio
per installare i nuovi macchinari. La conseguenza
del nostro ragionamento è stata quasi
ovvia: eliminare i tubi ed i tondi significava
liberare lo spazio necessario per due macchinari
al taglio plasma. Nello stesso periodo ci stavamo
avvicinando alla certificazione del Sistema
Qualità EN ISO 9002 secondo la quale
diveniva indispensabile garantire la rintracciabilità
della materia prima. Questa seconda motivazione
mette in evidenza le caratteristiche della nostra
azienda: nel settore dei tubi e dei tondi si
deve operare prevalentemente con prodotti da
stock con caratteristiche aleatorie. Abbiamo
quindi preferito operare con lamiere certificate,
delle quali potevamo garantire le caratteristiche
ai nostri clienti. A distanza di 10 anni non
ci siamo pentiti di questa scelta, poiché
operare in regime di qualità risulta
essere sempre vincente”.
“Naturalmente
per poter offrire quanto detto - racconta la
dottoressa Federica Venturi - oltre alle buone
capacità finanziarie necessarie per disporre
di un tale magazzino, è necessario avere
le macchine adatte a lavorare le lamiere in
modo efficiente e con performance superiori.
Dalla fine del 2004, infine, abbiamo a disposizione
il sistema da taglio laser Explorer prodotto
dalla Promotec per il taglio di precisione da
formati di grandi dimensioni. Ci siamo rivolti
a un’azienda che vanta una buona esperienza
nel settore delle lavorazioni termiche di lamiere
di grandi dimensioni e noi avevamo appunto l’esigenza
di tagliare le lamiere dei “nostri”
acciai resistenziali che hanno dimensioni di
base di 3 x 12 m. Necessitavamo quindi, per
poter operare in condizioni di carico/scarico
in tempo mascherato, di avere un campo di lavoro
complessivo di 3 x 30 m, in modo che il sistema
potesse accogliere due lamiere (più l’ingombro
del portale laser), disposte longitudinalmente.
Con questa macchina vogliamo offrire alla nostra
clientela particolari tagliati con una qualità
ancora migliore e una precisione ottimale per
poter facilitare le operazioni di saldatura
e assemblaggio di questi componenti da parte
dei nostri clienti. Per alloggiare questa nuova
macchina abbiamo messo a disposizione un nuovo
capannone, vicino alla sede in cui la società
opera dal 1981.
Naturalmente
non ci dilunghiamo nella descrizione delle macchine
tradizionali e lasciamo alle figure lo scopo
di illustrare le parti realizzate che, al momento
della visita, riguardano prevalentemente bracci
di gru o cassoni di macchine movimento terra.
Cerchiamo invece, con l’aiuto dell’ingegner
Marcato, amministratore delegato dell’azienda
costruttrice , Promotec, di dare qualche particolare
della macchina Explorer per taglio laser di
lamiere di grande formato. “Explorer è
una macchina laser di concezione altamente innovativa,
un impianto destinato al mercato dei grandi
tagliatori che può essere configurato
in diverse possibilità di corsa X trasversale
utile (2.600, 3.100, 4.100 e 5.100 mm) e lunghezza
Y a richiesta, con moduli da 3 m per corse da
6 m fino a un massimo di 42 m.
Nell’esemplare installato da BRUNO VENTURI
S.p.A., la corsa trasversale utile X è
di 3 m e quella Y di 30 m. Caratteristica fondamentale
di questa macchina di grandi dimensioni è
la possibilità di adattarsi alle condizioni
di planarità dei capannoni dei clienti,
anche nel caso in cui, sia i binari, sia il
pavimento non siano perfettamente piani. Per
l’installazione dell’impianto non
viene quindi richiesta alcuna opera edile di
modifica della pavimentazione se non un pavimento
industriale di 20 cm di calcestruzzo, con doppia
rete metallica e buona planarità”.
Nell’impianto
installato nel nuovo capannone della BRUNO VENTURI
S.p.A. vi sono due importanti caratteristiche:
il generatore laser posto a bordo macchina non
sulla traversa ma su una struttura laterale;
la presenza di un asse locale X1 per lo spostamento
veloce della testa di focalizzazione. “Explorer
è stato pensato per poter utilizzare
di serie diversi generatori laser a CO2 in base
alle esigenze del cliente” spiega l’ingegner
Marcato. “Si tratta dei generatori Rofin
serie DC (per potenze da 2,5 a 3,5 kW), Trumpf
serie TLF (con potenze da 3,2 a 5 kW) e Fanuc
(con potenze da 3 a 6 kW). Per poter fare ciò,
l’impianto doveva presentarsi in maniera
flessibile per poter accettare le diverse tipologie.
L’alternativa era quella di realizzare
tre diverse strutture della traversa adatte
alle tre diverse sorgenti e questo era improponibile”.
Per inciso occorre dire che l’impianto
installato nella società BRUNO VENTURI
è dotato di una sorgente Rofin DC035
da 3,5 kW.
“La possibilità poi di disporre
di un asse locale consente di ottenere una dinamica
elevata nell’esecuzione di percorsi di
taglio di piccole dimensioni, come per esempio
nell’esecuzione di fori aventi diametro
fino a 100 mm” spiega Marcato. “In
questo caso, il software, in automatico, definisce
quale sia l’asse X o X1 più conveniente
per il ciclo di lavoro: in questo modo, tutti
i percorsi chiusi con X minore o uguale a 100
mm vengono effettuati impegnando gli assi X1
e Y, qualora il valore della X sia maggiore
di 100 mm, vengono invece impegnati gli assi
X e Y. Questa scelta tecnica consente di ridurre
sensibilmente i tempi ciclo (poiché si
può operare con maggiori velocità
di lavoro), ottimizzare i risultati (per la
maggiore precisione ottenibile) e diminuisce
l’affaticamento complessivo della macchina”.
Ma come è stato risolto il problema della
stabilità nel tempo della corretta posizione
delle vie di corsa? “La maggiore problematica
da risolvere nell’installazione di una
macchina di taglio laser che possa operare su
grandi dimensioni, consiste nel posizionare
le vie di corsa rispettando tre fondamentali
principi: parallelismo, complanarità
e verticalità. Per poter garantire tali
caratteristiche, sarebbe necessario costruire
un plinto di fondazione di dimensioni pari alla
larghezza e alla lunghezza dei due binari; un
plinto che oltre a un elevato costo non garantirebbe
comunque nel tempo le caratteristiche necessarie.
Per ovviare a questa costosa realizzazione è
stato progettato e brevettato con successo un
sistema di autolivellamento della macchina in
grado di potersi muovere con le precisioni richieste,
indipendentemente dal fatto che i binari rispettino
le tre condizioni sopra descritte. Per ovviare
alla mancanza di parallelismo dei binari, cosa
che nel tempo può accadere, una delle
due spalle di traslazione è stata resa
flottante, ovvero montata su guide lineari in
grado di potersi muovere trasversalmente alla
movimentazione lungo Y. Questo sistema consente,
non solo di sopperire a eventuali cedimenti
del terreno, ma anche di avere durante la fase
della posa dei binari un margine di tolleranza
superiore. Con questa soluzione, si può
facilmente intuire che nel caso in cui i binari
non siano paralleli tra loro, il sistema è
comunque in grado di adattarsi alla nuova situazione.
L’importante è che il binario detto
Master, sia mantenuto e controllato periodicamente
verificandone le condizioni di rettilinearità
nel tempo”. Ci complimentiamo con l’ingegner
Marcato per la sua nuova proposta tecnica e
con la BRUNO VENTURI S.p.A. abili sarti della
lamiera alto resistenziale.
Si
ringrazia la Bruno Venturi Spa di Verona (Italy)
Sig. Bruno Venturi
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